Pagine

sabato 19 maggio 2018

FIN DAL PRINCIPIO


Domenica di Pentecoste (Anno B)
Pentecoste - El Greco
Possiamo ben dire che quando dei cristiani vogliono ottenere veramente qualcosa dal Buon Dio devono trovarsi tutti insieme in un determinato posto, diciamo in Chiesa, ed essere un solo corpo nell’implorare le grazie a beneficio di chi ne ha bisogno.
“…si trovavano tutti insieme nello stesso luogo…” (dagli Atti degli Apostoli) e solo allora ricevettero lo Spirito Santo, grazie al quale poterono, perentoriamente, cominciare a parlare di Dio a tutte le genti al punto che: “…tutti erano stupiti e fuori di sé per la meraviglia.” (dagli Atti degli Apostoli).

lunedì 14 maggio 2018

Il CENTRO DI AIUTO ALLA VITA 
organizza nell'AUDITORIUM SAN DIONIGI a VIGEVANO 
il convegno
"CONSEGUENZE FISICHE E PSICHICHE DELL'ABORTO"
sabato 26 Maggio



A quarant'anni di distanza dall'entrata in vigore della legge 194, si persiste nel non parlare delle conseguenze 
fisiche e psichiche 
cui può andare incontro 
una donna che sceglie l'interruzione volontaria di gravidanza.

E' un tema molto delicato ma ancora così misconosciuto 



Nella realtà sociale attuale si ravvisano preoccupanti segni di una deriva eugenetica che porta ad un vero e proprio genocidio preconcezionale e prenatale quale risultato di una cultura dello scarto, alimentata da una situazione di ignoranza cui non viene posto rimedio.

sabato 12 maggio 2018

LA GUIDA DAL CIELO


Ascensione del Signore (Anno B)
Di fronte al dogma dell’Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo rimango estasiato, per via del grande mistero che in essa è racchiuso. Mi piace pensarla come ad una staffetta dove il testimone che mi viene passato è niente di meno che la vita stessa di Gesù. Indipendentemente dalle qualità degli staffettisti la fiducia che in essi viene posta da parte del Signore è consolidata dalla promessa dello Spirito Santo che viene in nostro soccorso con il Sacramento del Battesimo.

sabato 5 maggio 2018

GLI AMICI


Sesta Domenica di Pasqua(Anno B)
Di una cosa sono sicuro, è sull’amicizia che si costruiscono rapporti veri, sinceri, duraturi. Questo vuole dire che se da un incontro con una persona scaturisce quella scintilla di empatia, se custodita come si deve, questa si trasforma in un sentimento che si appaga proprio in uno stato che viene, appunto, chiamato amicizia.
“…Non vi chiamo più servi…ma vi ho chiamato amici perché tutto quello che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.” (dal Vangelo di Giovanni).
Ecco, vedete, così è avvenuto per i discepoli che, incontrando sulla loro strada Gesù, ne furono subito attratti e, proseguendo nella conoscenza, capirono di potersi fidare di Lui. E il loro rapporto si consolidò nel rispetto, nella lealtà, nella stima. E’ così che avvenne anche per noi. Ripensiamo un attimo agli amici della nostra vita e scopriremo che fu così che nacque l’amicizia

domenica 29 aprile 2018

IL TRALCIO


Quinta Domenica di Pasqua(AnnoB)
Nessuno è obbligato a farsi cristiano. Il Cristianesimo può benissimo non essere condiviso, ma è fuor di dubbio che è una religione di pace perché mette al centro della sua missione la persona nella sua interezza, temporale e spirituale:
“…la Chiesa era dunque in pace…si consolidava e camminava nel timore del Signore.” (dagli Atti degli Apostoli).
Nel momento che si aderisce alla sua proposta di vita, si diventa discepoli di Cristo e alla sua sequela si vive il nostro tempo, sappiamo che il timore di cui parlano gli Atti attiene alla paura di restarsene lontano.
Non a caso il Vangelo parla della vite e dei tralci. Se questi ultimi non sono strettamente legati alla pianta si ammalano e si seccano e non sono belli da vedere:
“Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco…” (dal Vangelo di Giovanni).

sabato 21 aprile 2018

IL RIFUGIO

Quarta Domenica di Pasqua(Anno B)
Quando ci si appresta, zaino in spalla, ad un’escursione di giornata in alta montagna, ha quasi sempre come meta il “rifugio”. Penso, per esempio, a quello di “Città di Vigevano”, partendo da Alagna Valsesia. La camminata è lunga, impervia, faticosa. Il rischio che il tempo cambi è sempre alto, le soste per riprendere fiato doverose. Ma poi, quando si raggiunge l’ultimo strappo ed in alto si vede la sagoma del “rifugio”, quando vi si entra e si tira un sospiro di sollievo, si sente il calore dell’accoglienza, allora capisci di essere al sicuro, di non doverti più preoccupare, sei importante, tutti sono pronti ad ascoltarti, pronti al servizio perché sanno la fatica che hai affrontato:
“…è meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo. E’ meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti.” (Sal 117)
E’ Lui il rifugio, quando nel corso della nostra vita decidiamo, infine, di caricarci sulle spalle tutte le nostre malefatte, che zaino pesante, e guardando all’alto della croce, con capo chino, cominciamo, una buona volta, a pregare il Buon Dio affinché ci guidi nel giusto sentiero.

sabato 14 aprile 2018

L’AUTORE DELLA VITA


Terza Domenica di Pasqua (Anno B)
E’ mai possibile che possa esserci qualcuno che non si ponga la domanda chiave circa la sua vita, il suo essere al mondo, la sua situazione, il perché della morte e così via? Fin da bambino, guardando il mondo che mi circondava, mi meravigliavo per le cose che vedevo, che avevo, che toccavo con mano. Non provavo invidia se i miei amici avevano la bicicletta, chiedevo se me la facevano provare ed ero felice, mi piaceva se andavo a giocare a casa di Tiziano perché c’era il riscaldamento con i termosifoni accesi e non mi scocciava se poi dovevo andare a casa ad accendere la stufa economica nel gelo della cucina. Voglio dire che si assapora la vita se a questa dai un senso, ed io lo trovavo in casa, fra i miei, all’oratorio, in Chiesa, a scuola, con i compagni. Oggi, ho l’impressione che tutto sia un non senso, si è persa di vista la ragione stessa dell’esistenza umana al punto tale che parlare di Dio sia quasi una “bestemmia”. Al punto che suona logica l’espressione quasi angosciosa del Salmo:“…fino a quando, voi uomini, calpesterete il mio onore, amerete cose vane e cercherete la menzogna?”